Nota della Redazione. Riceviamo da parte di un addetto ai lavori una nuova puntata dell'inchiesta sulla Fondazione FSCIRE pubblicata sulla nostra testata a partire dal 20/10/2024 e, coerentemente con le nostre finalità, riteniamo utile pubblicare questo seguito, rinviando, per tutto ciò che concerne la nostra policy editoriale, alla breve nota preliminare preposta al primo pezzo.
Precedenti puntate dell'inchiesta: I-bis. Post Scriptum«Timeo Danaos et dona ferentes»
Quando il pubblico finanzia il privato che finanzia il pubblico
Continua la nostra inchiesta dedicata al tema dei finanziamenti alla ricerca e alle loro ineguaglianze. Un caso di studio rimane la Fondazione per le Scienze religiose “Giovanni XXIII” (FSCIRE).
Chi ha poco tempo vada al cap. 4, ove è la novità di oggi.1. Palazzo Chigi (ri-)chiama FSCIRE
Innanzitutto un aggiornamento. Dopo la nostra inchiesta (1,
[1] 1 bis
[2] e post scriptum
[3]), la Struttura per gli anniversari della Presidenza del Consiglio,
[4] secondo quanto anticipato in una lettera protocollata sottoscritta da una dirigente di cui siamo in possesso, effettivamente «riguardo all’errato inserimento
[
nella tabella “Adempimenti ex legge del 4 agosto 2017, n. 124 – art. 1, commi 125-129 dell’ente FSCIRE”, n.d.r.] del contributo [
di 492.400 € a FSCIRE, n.d.r.]
[5]tra i “Progetti su bandi competitivi – Pubbliche amministrazioni”», ha provveduto (nel testo: «provvederà») «a sollecitare alla Fondazione una pronta rettifica nella pubblicazione del dato». Infatti, con un ritardo di 2 anni e solo dietro sollecito di Chigi, FSCIRE, nel suddetto rendiconto (che è un adempimento di legge: la 124/0217, art. 1 cc. 125-129) ha “spostato”, ex post, il finanziamento dalla voce “Progetti su bandi competitivi" (conserviamo il PDF della versione del 2022) in quella generica “Finanziamenti pubblici”, ed esso non suona più (come da pdf in nostro possesso) «Progetto 046-2022 […] risultati vincitore (sic) in risposta al bando competitivo relativo alle celebrazioni degli anniversari di interesse nazionale», ma «Progetto 046-2022 […] proposta sulla base di progetto con cofinanziamento/celebrazioni degli anniversari di interesse nazionale»
[6] (cofinanziamento: FSCIRE ha contribuito con 75.000 €, in parte “in natura” e la Presidenza del Consiglio con 392.400 €).
[7] Ovvero avevamo ragione
in toto: non ci fu bando, ma solo un (legittimo) contributo, in base alla libertà di spesa della Presidenza, dietro proposta formulata da FSCIRE, nel periodo in cui il prof. Melloni era membro del Comitato che accettò la proposta e segretario (= direttore) della Fondazione che la fece e che ricevette il contributo (anche se quel giorno, per evitare conflitti d’interesse, come attesta il suddetto documento di Chigi, non partecipò alla seduta e la successiva convenzione fu sottoscritta dal vice-segretario Ruozzi e dal presidente).
Suona perciò curioso il tweet del Professore in risposta a un articolo di giornale che riprendeva un capitoletto di un’inchiesta riguardante esclusivamente FSCIRE (e che non citava la comunità ebraica se non per sottolineare la bontà del ricordo del vile attentato terroristico del 1982 oggetto del finanziamento):
[8]
Se l’unico errore (non scriviamo “falsa dichiarazione”: concediamo lo sbaglio) lo ha commesso la FSCIRE guidata da Melloni nel suo rendiconto ex l. 124/17, e se l’unica, eventuale, inopportunità (non abbiamo mai scritto “conflitto d’interessi”) potrebbe consistere nell’essere stato Melloni membro di un Comitato che ha approvato la proposta della FSCIRE da lui diretta con un finanziamento di quasi 400.000 € (di cui siamo certi che i rendiconti delle spese siano stati depositati come previsto dalla convenzione del 2022, art. 6, pp. 7-8)
[10], cosa c’entra il notturno odio antisemita? Anzi la comunità ebraica romana avrebbe piuttosto da chiedere spiegazioni allo stesso Professore del suo resoconto e della sua duplice posizione, che hanno alimentato una minuscola parte della nostra inchiesta (in tutto precisa) e, cosa ben più grave, del suo
tweet che (per rispondere a un articolo riguardante una questione esclusivamente sua) ha tirato in ballo (non scriviamo “utilizzato”) il nome della Comunità, del museo ebraico ecc. Quanto alle “frequentazioni pericolose”, cosa ci faceva, alcuni anni fa, il Professore ospite in Iran, e cosa ci faceva un ambasciatore iraniano dentro le mura di FSCIRE? Le nostre frequentazioni sono più modeste e rimandano a chi, ancor prima del XX settembre 1870, la Comunità romana ha contribuito a liberarla davvero dal ghetto (al contrario dei cattolici di allora).
Chiudiamo qui l’aggiornamento (se si vuole riaprirlo siamo a disposizione; e dormiamo assai bene, anche a prescindere del fatto di essere a conoscenza che un illustre ex alto magistrato ci faccia l’onore di leggere le nostre inchieste prima della pubblicazione).